martedì 23 febbraio 2010

Birmania foto di Federico


La Birmania (dal 18 giugno 1989 ufficialmente Myanmar), è uno Stato dell'Asia sudorientale. Occupa parte della costa occidentale della penisola indocinese, è affacciato sul Golfo del Bengala e sul mar delle Andamane e confina da ovest a est con Bangladesh, India, Cina, Laos e Thailandia. Attualmente, dopo il colpo di stato del 1988, è sotto il regime militare di Than Shwe.

La Birmania è uno dei cosiddetti paesi in via di sviluppo. Ha una popolazione di circa 51 milioni di abitanti, ma l'ultimo censimento affidabile fu svolto nel 1984.



Il 27 marzo 2006, la giunta militare ha spostato la capitale da Yangon a Pyinmana, che è stata ufficialmente rinominata "Naypyidaw", cioè "sede dei re".
Nel settembre del 2007 sono cominciate nuove proteste di piazza capeggiate da monaci buddhisti e sfociate in gravi incidenti con vittime - tra cui il reporter giapponese Kenji Nagai - tese ad un cambiamento in senso democratico del regime del paese.




Toponimo
La denominazione di Birmania (che deriva dal nome dello stato in lingua locale colloquiale), legata all'etnia maggioritaria dei Bamar, è come tale sgradita alle minoranze[2] locali, spesso in lotta contro il potere centrale; per questo è stata modificata in Myanmar, nome etnicamente neutro, dopo il colpo di stato del 1988.




Il nome "Myanmar", abbreviazione di "Myanma Naingngandaw" (in birmano ) in lingua locale, incominciò a diffondersi con l'arrivo dei Mongoli nel XIII secolo, ma non prese mai piede in quanto l'etnia dominante continuò a riferirsi a se stessa ancora con il termine Bamar, al posto di Myanma. Il Mramna in birmano è inoltre la lingua scritta ed è forse questa l'origine del nome attuale.


Solo nel 1989, il nuovo nome venne imposto dalla giunta militare appena arrivata al potere, soppiantando quello precedente di Birmania, nome ufficiale dal 1948 al 1989, come avvenne per Rangoon, ora Yangon, nel tentativo di ingraziarsi le minoranze etniche, quali Karen e Shan, che apprezzavano maggiormente la nuova denominazione.




In molti stati divenne il nome ufficiale dopo alcuni anni, ma comunemente, forse per il fatto che la Birmania non appare molto spesso nella scena internazionale, il nome con cui è chiamata è ancora il precedente. Burma è uno dei due nomi in italiano, ma è poco diffuso. L'Unione europea preferisce usare entrambi i nomi: Birmania/Myanmar. BBC, The Wall Street Journal e The Financial Times, i governi del Regno Unito e degli Stati Uniti d'America usano la denominazione "Burma" per lo stato e "Burmese" come aggettivo.


Storia
Si pensa che i Mon siano stati i primi individui ad aver abitato le sponde del Fiume Irrawaddy. Nel I secolo a.C., questa zona fu abitata dai Pyu, una popolazione dedita al commercio con Cina e India. Il regno Pyu più potente era Sri Ksetra, che scomparve nel 656. Successivamente il regno Pyu si ristabilì, ma verso la metà del IX secolo furono sconfitti dal regno di Nanzhao.



I Birmani, o Bamar, cominciarono a migrare verso la valle dell'Irrawaddy dal Tibet nel IX secolo. Nell'849, stabilirono un regno potente che aveva come capitale Pagan. Durante il regno di Anawratha (1044-1077), l'influenza dei Birmani si espanse molto, addirittura oltre i confini della Birmania attuale. Dal 1100 grandi parti dell'Indocina erano controllate dal regno di Pagan, che è chiamato comunemente come primo impero birmano.


Verso la fine del 1200, i Mongoli sotto Kublai Khan invasero il regno, ma nel 1364 i Birmani ristabilirono il loro regno ad Ava[9]: in questo periodo la cultura birmana era in un'età dorata. Tuttavia, nel 1527, gli Shan saccheggiarono Ava. Nel frattempo, i mon si erano ristabiliti a Pegu (Bago), che si era trasformata in un centro commerciale e religioso importante.



I Birmani fuggiti da Ava fondarono il regno di Toungoo nel 1531, sotto Tabinshwehti, che riunificò la Birmania e fondò il secondo impero birmano. A causa della crescita dell'influenza europea in Asia Sud-Orientale, il regno di Toungoo si trasformò in un centro commerciale importante. Ma le ribellioni e la mancanza interna di risorse necessarie per controllare le nuove acquisizioni imperiali portarono alla rovina del regno di Toungoo.



Anaukpetlun, che aveva espulso gli invasori portoghesi, fondò una nuova dinastia ad Ava nel 1613. La ribellione interna dei mon, che furono aiutati dai francesi, condussero alla rovina del regno nel 1752. Alaungpaya stabilì la Dinastia di Konbaung ed costruì il terzo impero birmano durante il 1700.


La Dinastia Qing della Cina, spaventata dalla crescita dell'influenza birmana, tentò di invaderla quattro volte dal 1766 al 1769 senza successo. I monarchi successivi persero il controllo di Ayutthaya[11], ma conquistarono Arakan e Tenasserim. Nelle guerre Anglo-Birmane (1824-1826, 1851-1852 e 1885-1886), la Birmania fu sconfitta dai britannici e si trasformò in una provincia dell'India britannica, dalla quale si distaccò nel 1937.



Durante la seconda guerra mondiale la Birmania divenne una parte importante nel teatro asiatico sudorientale. Dopo i successi iniziali, i giapponesi fecero una campagna in Birmania, nel 1942 (invasione giapponese) ed i britannici furono espulsi dalla maggior parte del territorio. Ma gli alleati reagirono e nel luglio 1945 ripresero il paese, con l'aiuto dell'AFPFL (Lega per la libertà delle persone antifasciste), guidato da Aung San.


Nel 1947, Aung San divenne vicepresidente del Consiglio esecutivo della Birmania, in un governo transitorio. Tuttavia, nel luglio 1947, alcuni rivali politici assassinarono Aung San e parecchi membri politici. Il 4 gennaio 1948, la nazione si trasformò in una repubblica indipendente, conosciuta come Unione della Birmania, con Sao Shwe Thaik come primo presidente ed U Nu come primo Primo Ministro. Ma, puntualmente, con l'indipendenza, arrivarono anche le richieste, avanzate dalle minoranze (chin, kachin, karen, mon e shan) di uno Stato Federale, e portate avanti con una guerriglia contro lo stato, che rispose con una feroce repressione. Diversamente della maggior parte delle altre ex colonie britanniche, la Birmania non divenne membro del Commonwealth.



Nel 1961 U Thant, allora rappresentante permanente della Birmania alle Nazioni Unite e Segretario precedente al Primo Ministro, fu scelto come segretario generale per l'ONU; era il primo presidente non occidentale che dirigeva tutta l'organizzazione internazionale. Il governo democratico fu destituito nel 1962 da un colpo di stato militare condotto dal Generale Ne Win.



Tra i gruppi d'opposizione alla dittatura militare birmana, il più importante è stato il Partito Comunista di Birmania, che è stato legale solo per tre anni (1945-1948). Schieratosi con i cinesi al momento della scissione del movimento internazionale, il CPB ha avviato una guerriglia che è durata fino agli anni '90, quando la repressione militare costrinse i vertici del partito a scappare in Cina.


Nel 1988, dopo le rivolte studentesche (rivolta 8888), che provocarono migliaia di morti, Ne Win si dimise, e fu proclamata la legge marziale, mentre il generale Saw Maung organizzò un altro colpo di stato. I programmi per le elezioni dell'Assemblea popolare furono finiti il 31 maggio 1989. Nel 1990, si tennero per la prima volta in 30 anni le elezioni libere. Il NLD (Lega Nazionale per la Democrazia), il partito di Aung San Suu Kyi, Premio Nobel per la pace nel 1991, e figlia di Aung San, porta alla Assemblea Costituente 392 membri, su un totale di 485, ma lo SLORC (Consiglio di restaurazione della legge e dell'ordine di stato), spalleggiato dall'Esercito, si rifiuta di cedere il potere, rovesciando l'assemblea popolare, ed arrestando Aung San Suu Kyi, ed altri leader dell'NLD. Successivamente si cambiò il nome Birmania in Myanmar. Da allora comincia un periodo molto difficile per Aung San Suu Kyi, che, rimessa in libertà nel 1995, viene nuovamente arrestata nel 2000, liberata nel 2002, e nuovamente arrestata nel 2003. Attualmente si trova agli arresti domiciliari.


Il Partito Comunista di Birmania ha annunciato che non boicotterà le elezioni del 2010 nonostante queste non mettano in discussione l'autorità dell'esercito.




Infatti il 25% dei seggi spetterà, nonostante le votazioni, alle forze armate della Birmania e solo il restante 75% potranno essere conquistati tramite votazioni.Inoltre molte posizioni chiave e dipartimenti saranno anch'essi riservati ai rappresentanti nominati dalle Forze Armate. Perciò le elezioni del 2010 non possono cambiare la natura del regime militare in Birmania.



Nonostante questa valutazione critica i comunisti non intendono boicottare le elezioni. "Non dobbiamo lasciare tutti questi seggi parlamentari senza confronto e arrenderci alle manipolazioni dell'esercito come essi desiderano." Quanto alla possibilità di partecipazione diretta del CPB, Po Than Jaung ricorda che al partito non è concesso di operare legalmente, benché questa richiesta sia stata avanzata sin dalle elezioni del 1990.


Il partito si rifiuterebbe di operare sotto un altro nome. "Il CPB si presenterà solo con il proprio nome. Non abbiamo intenzione di cambiare il nome del nostro partito", ha dichiarato il dirigente comunista a Mizzima. Per il CPB l'unico modo per abbattere l'ordine militare Birmeno è la rivoluzione.


Il 27 marzo 2006, la giunta militare ha spostato la capitale nazionale da Yangon verso un luogo vicino a Pyinmana, ufficialmente chiamato Naypyidaw, che significa "la sede dei re".


La giunta militare ha annunciato che nel maggio 2008 ci sarà un referendum costituzionale e nel 2010 elezioni. Il partito LND afferma di non aver mai visto la bozza di riforma della costituzione, e pertanto invita alla cautela visto che la giunta aveva annunciato ben 40 anni di governo.




Geografia
La Birmania confina a ovest con Bangladesh e India, a nord-est con la Cina e a Est con la Thailandia e con il Laos. È grande 678.500 km² ed è lo stato più grande dell'Indocina È grande il doppio dell'Italia, poco più grande dell'Afghanistan e poco meno dello Zambia. È attraversata dal tropico del Cancro.


Morfologia
Il territorio può essere diviso in cinque parti dal punti di vista fisico: le montagne del nord, quelle dell'ovest, l'altopiano dell'est, il bacino centrale e la zona costiera.



Al nord le vette sono aspre ed elevate e si innestano direttamente nell'Himalaya, di cui costituiscono l'estremo contrafforte. Nella zona occidentale invece le catene sono meno elevate.
A est si estende l'altopiano di Shan, arido e incolto nella sua parte settentrionale, ricco di foreste tropicali in quella meridionale. Verso ovest l'altopiano scende a strapiombo mentre verso Sud esso si prolunga in rilievi che formano la zona costiera del Tenasserim.



La zona costiera procedendo da nord verso sud presenta coste alte e frastagliate, bagnate dal golfo del Bengala; seguono il delta dell'Irrawaddy e le pianure costiere che si affacciano sul golfo di Martaban. Infine nella parte più meridionale le coste ridivengono alte e rocciose.
Idrografia [modifica]
L'idrografia è dominata dal fiume Irrawaddy, che si estende per circa 2.200 km, e che attraversa il Paese da Nord a Sud; navigabile per circa 1450 km, sfocia con un ampio delta, di 9 diramazioni, nel golfo di Martaban, dove sbocca anche il Sittang. Il grande delta del fiume, costituisce un territorio ideale per la coltura del riso, tale da potere soddisfare l'intero fabbisogno del Paese, mentre il fiume stesso rappresenta una importante via di comunicazione, attraverso la quale viaggiano tutt'ora le merci, specie legni pregiati, ed esotici



Il territorio è attraversato anche dal Salween, che è più lungo dell'Irrawaddy (quasi 2850 km),ma scarsamente navigabile, a causa della ridotta profondità, e lungo il quale il pregiato legno teak viene convogliato dall'altopiano dello Shan fino ai porti, e che attraversa la Birmania solo nel suo ultimo tratto; poi abbiamo il Chindwin, la cui percorribilità dipende ampiamente dalla stagione delle piogge, e che è il principale affluente dell'Irrawaddy, dove confluisce all'altezza di Mandalay. Infine, vi è il fiume Mekong, che segna il confine col Laos.



È bagnata dal Mar delle Andamane e dal Golfo del Bengala, quindi è stata investita dallo tsunami del 26 dicembre 2004, che ha provocato 61 morti. Non ci sono laghi di notevole importanza

Clima
Il clima dipende dal regime monsonico sulla costa, con temperature abbastanza alte e piogge abbondanti durante la stagione estiva. Durante la stagione invernale i venti portano temperature fredde e secche, mentre d'estate portano il caldo e l'umidità. Raramente, la Birmania è attraversata dai cicloni tropicali. Nel 2008, il ciclone tropicale Nargis provocò più di 80 mila morti; una catastrofe.
Nelle pianure centrali e sull'altopiano il clima è di tipo continentale, con scarse precipitazioni. Sulle coste le piogge raggiungono anche 5000 mm annui.


Il Teso è stato tratto da
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.






martedì 9 febbraio 2010

Viaggio da Borgotaro a Worms in bicicletta in solitario di Paolo Pattoneri detto "Cicci"

DA BORGOTARO A WORMS: IL VIAGGIO DI PAOLO PATTONERI
Paolo "Cicci" Pattoneri, in sette giorni, da solo, in bici, ha attraversato mezza Europa; partito da Borgotaro, é arrivato a Worms, dove lo aspettava il Corpo Bandistico in trasferta. Cronaca, raccontata e fotografata, di 800 chilometri di pedalate.



Per chi avrà il piacere di leggerlo, questo è il reportage del viaggio del borgotarese Paolo Pattoneri che, approfittando della trasferta della Banda a Worms in Germania, ha deciso di compiere il viaggio di andata in solitaria con la propria bicicletta, attraversando il Nord-Italia, la Svizzera, la Francia e parte della Germania pedalando per oltre 800 km.
E’ la storia di una sfida con l’ambiente ,di coraggio, fatica e solidarietà. Ma è soprattutto la storia di un momento di confronto interiore, perché pedalare da solo per un tragitto così lungo ti porta a fare un viaggio sia fisico che introspettivo. A volte, per compiere delle imprese degne di tale nome non è necessario superare luoghi cosiddetti estremi, ma è sufficiente stabilire un limite che ci appaghi


Questo ha fatto Paolo con la sua impresa che possiamo definire “normale”, ma non alla portata di tutti. Parafrasando il famoso si può dire “Un uomo solo al comando….di se stesso”.


Il tutto nasce dalla curiosita’di scoprire di conoscere luoghi e persone che non si frequentano nella quotidianità . La passione per l’avventura e’ sempre stata innata nel mio essere,fin da ragazzo ho ammirato gente del calibro di WALTER BONATTI,CARLO MAURI,AMBROGIO FOGAR E più indietro nel tempo i grandi navigatori e gli esploratori di ogni tempo. Con gli amici da ragazzo si esplorava il taro poi le nostre montagne fino alle alpi e gli appennini del centro italia


Un giorno leggendo un quotidiano sportivo vengo a sapere che un triestino di nome MASSIMO OSTROUSKA stava per compiere da nord a sud l’attraversata del continente americano,partenza da portbay a usuaya nella terra del fuoco in bicicletta,per mesi ho seguito le puntate degli articoli di questa stupefacente impresa,in seguito vidi massimo al maurizio costanzo show.


In internet cercai il sito”estrema 94”,dove assieme alla descrizione del viaggio corredata di foto c’era il numero di telefono di OSTROUSKA.




Lo contattai e mi invitò a Pordenone a seguire la proiezione delle diapositive del viaggio,da quel momento diventammo amici ,venne anche al borgo ospite a casa mia.


Fino a quel momento la bicicletta era un mezzo di cui avevo sottovalutato le potenzialita’,ma ora si stava aprendo ai miei occhi un nuovo modo di vivere l’avventura.Infatti da li a poco nel mio piccolo ho viaggiato in Italia ,Roma,San Giovanni Rotondo,Trieste,Ventimiglia.


Questa volta invece ho pensato all’estero,aprofittando della trasferta della banda di cui faccio parte,ho deciso di partire sempre in solitario per Worms in germania,dove i vigili del fuoco di borgotaro sono gemellati con quelli locali.


Decido di partire il 16 di settembere,9 giorni prima dell’arrivo della banda in autobus a WORMS.
E’ una giornata infame,pioggia battente,non so che fare. Continuo a guardare il cielo scuro per decine di volte.


Penso:mi sa che questa volta non si parte. Ormai rassegnato,verso le 14 non piove piu’anche se il cielo e’ bruttissimo,ed e’ allora che in fretta e furia mi vesto di tutto punto e parto con la speranza che il tempo tenga. Il mio amico Maucci dal balcone mi saluta e mi da del matto,ma l’adrenalina e’a mille. SI PARTE finalmente.

La prima tappa e’ a Cortemaggiore 100 km,che percorro in 3,50 minuti, ospitato dal mio AMICO nonchè Presidente del Corpo bandistico Borgotarese MARIO PINAZZI.


Dopo una notte di abbondante pioggia al mattino alle 8 parto per la seconda tappa,COMO: 151 km percorsi in 7 ore 37 minuti. La tappa e’ pianeggiante e fotunatamente con poco traffico almeno fino a Melzo.Inaspettatamente da Lodi a Melzo percorro una splendida ciclabile di una decina di km che nulla ha da invidiare a quelle svizzere che in seguito potrò apprezzare per la loro sicurezza e bellezza.

Arrivato in Brianza comincia qualche sali scendi fino a Como ma il tutto, fresco come sono viene pedalato agevolmente.
Alloggio nel primo hotel che incontro, e’ pulito e questo e’ gia molto.


L’indomani dopo aver acquistato 2 banane, 2 pesche e l’acqua, alle 8 in punto parto per la seconda tappa che sulla carta si preannuncia assai difficoltosa. In teoria dovrei arrivare in prossimità del tunnel del GOTTARDO. Si parte subito con qualche km di salita leggera per poi fare un discesone verso Chiasso, al confine con la svizzera.


Dopo Chiasso si comincia a salire per qualche km fino a Mendrisio per poi scendere a Lugano con il suo splendido lago,certo uno scenario simile merita qualche foto. Una cosa balza agli occhi di un cicloviaggiatore appena varcato il confine,le piste ciclabili.


Sono ben visibili e con segnaletica apposita. Subito dopo Lugano la faccenda si
fa dura,bisogna salire MONTE CENERI,uno stradone larghissimo con annessa ciclabile porta verso Bellinzona, al culmine di Monte ceneri,mi butto in picchiata in una lunga discesa,a velocità
altissima e adrenalina a 1000.


Arrivato a Bellinzona la ciclabile e' chiusa per lavori,per entrare in città mi accompagna uno scooterista gentilissimo che mi fa strada. Dal centro prendo per il GOTTARDO,la strada sale con una pendenza che da l'impressione di un falsopiano,ma le gambe sentono che la salita c'e' eccome. Dopo parecchie soste per recuperare le energie che salita più 12 kg di bagaglio mi stremavano arrivo ad AIROLO,dove prendo il treno per attraversare il tunnel del Gottardo per arrivare a Goscenen.


Da questo punto 40 km di discesa ,una pacchia e un toccasana per la fatica patita fino ad ora. Arrivo a FUELEN sul lago dei 4 cantoni dopo 148 km e 7,45 ore di sella. Al mattino dopo acquisto come al solito la scorta di frutta e acqua e parto per la quarta tappa che dovrebbe condurmi a BASILEA,dopo 40 km di una ciclabile bellissima a bordo lago ho dei problemi al cambio della bici,ho perso la molla ed e' tutto un deragliamento della catena.

Chiedo a un ciclista di passaggio dove posso trovare un meccanico e purtroppo devo tornare indietro di 5 km a BRUNNEN,tutti a piedi .Dove trovo un meccanico gentilissimo che ripara la bici. Il tutto però mi è costato ben 3 ore di ritardo sulla tabella di marcia. Una curiosità:all'esterno dell'officina vedo un distributore attaccato al muro che sembra di sigarette ma resto stupito dal fatto che e' un distributore di camere d'aria di tutte le misure con annesso il tubo dell'aria compressa,incredibile.

Riprendo la marcia fino a GERSAU,per attraversare il lago con un battello,ma le ore perse mi costringono a recuperare con un treno fino a lucerna,da dove riparto per Basilea. Arrivo in città alle17,30 dopo 90 km in 5,30 ore. Ma ora succede un fatto che non potrò mai dimenticare. Dopo essere passato all'ufficio turistico per una cartina dove venivano riportati Hotel e Bed and Breakfast,comincio la ricerca di un luogo per la notte.


L'ostello ha posto ma solo una doccia per 300 persone,quindi passo agli hotel ma sono carissimi,mi rivolgo quindi ai bad and breakfast,dove ricevo una decina di dinieghi. Sfiduciato fermo a un semaforo impreco guardando la cartina,una signora anziana in bicicletta mi dice qualcosa in tedesco,io rispondo che non parlo tedesco in inglese e sono italiano,gli spiego il mio problema e anch'essa da uno sguardo alla cartina per indicarmi dove potevo cercare


Dopo un minuto di esitazione mi chiede di seguirla,andava in bici come una scheggia fino a che si ferma davanti a un portone e mi invita ad entrare dicendomi che e' la sua casa,io rispondo come scusa che ho la bicicletta ma lei mi indica di sistemarla vicino a quella del marito. Stava ormai venendo buio,quindi sebbene io fossi intimorito,accettai di entrare. Mi porto' in una stanza con un divano letto e mi disse di accomodarmi.(dimenticavo,parlava correttamente l'italiano),mi presento il marito. Dopo essermi sistemato e lavato, decido di uscire per andare a mangiare.


La signora PASSAVANT,mi consegna addirittura la chiave di casa per il rientro. Non nego che tutto questo oltre ad intimorirmi mi incuriosiva alquanto. Dopotutto io ero un'estraneo e straniero,loro per me altrettanto. Infatti prima di addormentarmi ho sprangato la porta della mia camera con una sedia. Al mattino dopo,vedo in una stanza un trombone appeso al muro,suonando quello strumento in banda mi sono incuriosito,e ho chiesto il significato di quello strumento .Incredibile ma vero la signora Passavant suona il trombone,infatti me ne mostro' altri 2. Suonammo qualche nota insieme e venne d'obbligo data la situazione fare una foto insieme.

Dopo questo siparietto e fatto la solita spesuccia di frutta e acqua,mi ha addirittura accompagnato in bici atraversando la citta e agevolandomi non poco fino alla frontiera con la Francia. Non so cosa posso aver trasmesso a queste persone per tanta gentilezza ma sicuramente e' stato un fatto eccezionale,grazie signori PASSAVANT.Comunque la quinta tappa e' iniziata. Subito dopo il confine attraverso in sequenza piccoli paesi vicino al RENO,un grande fiume, bellissimo, tranquillo e navigabile che mi accompagnera' fino a destinazione. Percorro una strada diritta come una spada per cento km attraverso campagne
foreste e zone industriali,addirittura ho davanti a me la centrale nucleare di FESSENHEIM




Percorsi 106km in 4,45 ore arrivo a RHINAU,Mi piazzo in un bellissimo bad and breakfast,ceno e faccio il punto della situazione. Scopro che la cartina a disposizione non e' affidabile,infatti segnala un ponte sul Reno dove mi trovo ma in realtà non esiste,c'e' una chiatta che dalle 6 del mattino fino alla sera trasborda da una sponda all'altra auto moto persone e ovviamente biciclette.



Il mattino seguente passo in Germania sulla chiatta e un nebbione come si trova da noi in pianura a febbraio.
Mi trovo ora in Germania,seguo una cartina di cui avevo fatto una parte di fotocopia ma almeno e’ affidabile.
MI discosto dal RENO di qualche km,passo Friesenheim, Offenburg,sono zone coltivate e le cittadine sono a breve distanza l’una dall’altra. La scelta di passare in Germania a Rhinau e’ stata dettata dal fatto di evitare la città di STRASBURGO per non trovarmi immerso nel traffico cittadino
Ora mi riavvicino al grande fiume a KEHL,nella parte tedesca di Strasburgo. Risalgo in queste pianure a RHEINAU,RASTATT dove attraverso il Reno su di un ponte usato in passato per i treni,infatti i solchi dei binari sono stati riempiti con del catrame fino a concludere la tappa a LAUTERBOURG che si trova per pochi metri in territorio francese.


Chiedo a un signore dove trovare alloggio e gentilmente prende l’auto dicendomi di seguirlo e da li a poco mi porta nell’unico hotel di questa cittadina di 8000 abitanti,la tappa si e’ conclusa con 125,48km percorsi in 6,47 ore. Al mattino appena esco dall’hotel ,in piazza c’e’ il mercato in fase di allestimento,e’ li che compro la solita frutta e l’acqua a 3,90 euro.

Mi mantengo sulla sponda sinistra del Reno e vedo affiorare delle colline dopo tanta pianura,coltivata a mais,fragole,e perfino tabacco.

In lontananza scorgo decine di pale eoliche ed e’ l’inizio di chilometri ininterrotti di vigneti, Worms e’ ormai a 50 km,decido di passare in splendide ciclabili all’interno dei vigneti,tutto e’ tranquillo la giornata e’ splendente,quello che ci voleva per vedere in lontananza le guglie del duomo di SAN PETER,ormai e’ fatta entro in città, sono felice mi fermo a fare foto a caso senza senso tanto mi sento euforico


Dopo 106 km in 5 ore e 45 minuti come al solito cerco l’ufficio turistico che mi indica un’albergo ,che poi si rivelerà di bassa lega,però fa lo stesso,per una notte non muore nessuno. In sette giorni ho percorso 826 km in 40 ore circa suddivise in sette giorni,ora mi aspettano quasi due giornate in attesa dell’arrivo di mia moglie con gli amici della banda.



Le passo a pedalare per paesi vigneti e cantine a curiosare a chiedere a chiacchierare,altri 90 km. Un grazie alla mia famiglia che riconosco aver fatto stare in ansia,agli amici che quotidianamente chiamavano per avere mie notizie,inoltre a tutte le persone gentilissime incontrate durante il viaggio.


Una particolare menzione a mia moglie,Mario,Ernesto ,Gloria,Silvia,Baldo e al Corpo Bandistico Borgotarese.
l'aticolo e le foto sono tratte da ww.valtaro.it